Si è conclusa a Praga la prima edizione di “Italia in Jazz”
Praga, 22 ottobre 2026. Quattro
Successo di pubblico e di critica per il nuovo festival dell’Istituto Italiano di Cultura
giornate di musica, sette concerti tutti sold out, oltre 1.100 spettatori e un programma di formazione dedicato ai giovani musicisti italiani e cechi: sono questi i numeri con cui si è chiusa la prima edizione di “Italia in Jazz”, il festival ideato e organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga (IIC) per far conoscere al pubblico ceco la ricchezza, la vitalità e le molteplici “anime“ del jazz italiano.


«Siamo molto felici del successo di questa prima edizione di Italia in Jazz, che è stata una grande festa della musica e un’importante occasione di incontro e di scambio culturale», ha commentato Marialuisa Pappalardo, direttrice dell’Istituto. «Abbiamo voluto offrire al pubblico ceco e agli operatori della scena musicale locale un panorama il più possibile ricco e variegato del jazz italiano, coinvolgendo artisti già affermati sulla scena internazionale e giovani talenti, e presentando linguaggi e sensibilità artistiche differenti. Un ringraziamento speciale va alla meravigliosa squadra dell’Istituto, che con passione e impegno ha reso possibile questo risultato. Il jazz italiano è senza dubbio una delle espressioni più interessanti e vitali della creatività contemporanea italiana e vogliamo che Italia in Jazz diventi un appuntamento fisso nel panorama culturale di Praga, un luogo di incontro in cui scoprire nuove idee musicali, favorire contaminazioni artistiche e costruire collaborazioni solide e durature».


A suggellare il grande successo della manifestazione è stato, il 12 ottobre, il concerto di Paolo Fresu e del suo Devil Quartet, che ha entusiasmato gli oltre duecento spettatori riuniti nella suggestiva Cappella barocca dell’Istituto. Insieme a Bebo Ferra (chitarra), Paolino Dalla Porta (contrabbasso) e Stefano Bagnoli (batteria), Fresu (tromba, flicorno ed effetti) ha dato vita a un’esperienza musicale intensa e coinvolgente, in cui la complicità artistica maturata in decenni di collaborazione si è intrecciata con la libertà dell’improvvisazione, in un dialogo sonoro ricco di energia, creatività e sorprese.
Il festival si era aperto il 9 ottobre, alla presenza dell’Ambasciatore d’Italia Alessandro Gaudiano, con l’Imperfect Trio del batterista e compositore Roberto Gatto, tra i protagonisti più apprezzati del jazz italiano sulla scena internazionale. Affiancato da Marcello Allulli (sax ed elettronica) e Luca Pirozzi (basso ed elettronica), Gatto ha conquistato il pubblico della Cappella dell’IIC con una rilettura contemporanea del jazz, tra composizioni originali e reinterpretazioni personali di grandi classici.


Il 10 ottobre è stata la volta del giovane pianista, compositore e arrangiatore Guglielmo Santimone, che con il progetto PARTENOPE SOLO ha accompagnato il pubblico in un viaggio personale nella tradizione musicale napoletana, dedicando particolare attenzione alle composizioni di Roberto Murolo. Nella stessa giornata, il Jazz & Cocktail Club U Staré paní ha ospitato Simone Graziano (pianoforte), Francesco Ponticelli (basso elettrico) e Marco Frattini (batteria) con EMEM, un progetto in cui l’essenzialità delle strutture sonore si apre alla sperimentazione e alla ricerca di nuove forme espressive.
La giornata dell’11 ottobre si è aperta nella Cappella dell’Istituto con il duo Simoni : Teolis, formato da Lorenzo Simoni (sax contralto) e Iacopo Teolis (tromba), protagonisti di un raffinato dialogo musicale che ha esplorato, attraverso l’improvvisazione, le possibilità timbriche ed espressive dei due strumenti. In serata, al Jazz & Cocktail Club U Staré paní, spazio all’energia travolgente di Antonello Salis (pianoforte e fisarmonica) e Simone Zanchini (fisarmonica e live electronics), due straordinari interpreti della scena jazz internazionale, legati da un sodalizio artistico nato oltre venticinque anni fa. Un incontro tra virtuosismo, inventiva e libertà espressiva, capace di sorprendere e coinvolgere il pubblico.


Ad aprire la giornata conclusiva del 12 ottobre, sul palco dell’IIC, è stato il duo formato da Daniela Spalletta (voce) e Stefania Tallini (pianoforte), due tra le più interessanti interpreti del panorama jazzistico italiano ed europeo. La loro esibizione ha proposto un originale percorso musicale tra repertorio antico e cameristico, musica contemporanea, tradizione e composizioni originali, mettendo in luce una comune sensibilità artistica e una continua ricerca stilistica ed espressiva.
Madrina della prima edizione, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga, è stata Ada Montellanico, cantante, compositrice e docente, tra le figure più rappresentative del jazz italiano contemporaneo, fondatrice e presidente per due mandati dell’associazione MIDJ – Musicisti Italiani di Jazz. L’artista, presente per tutta la durata del festival, ha omaggiato il pubblico con un cameo musicale insieme all’EMEM trio la serata di sabato 10 ottobre.
“Italia in Jazz” ha offerto anche un’importante occasione di formazione e scambio tra giovani musicisti italiani e cechi. Grazie alla collaborazione promossa dall’Istituto Italiano di Cultura di Praga tra Siena Jazz – Accademia Nazionale del Jazz e HAMU – Accademia delle Arti e dello Spettacolo di Praga, tre musicisti cechi e due italiani si sono incontrati per la prima volta durante il festival, hanno partecipato a una lezione con Simone Graziano e presentato al pubblico due composizioni di cui avevano curato insieme gli arrangiamenti. I cinque giovani artisti hanno inoltre preso parte a una masterclass con Paolo Fresu e il Devil Quartet, alla quale hanno assistito oltre centocinquanta studenti dell’Accademia.
Alessio Di Giulio

